Benzinai in sciopero se non si trova una quadra: tutto confermato per la prossima settimana
Le richieste dei gestori rimangono inascoltate e lo sciopero dunque è confermato per la prossima settimana: la FAIB commenta amaramente anche dal territorio ravennate gli incontri con il Governo ed i Ministri che non hanno, per ora, accolto le richieste avanzate.
La disponibilità a revocare lo sciopero anche all'ultimo rimane dalla parte dei gestori, ma non prima di essere nuovamente ascoltati e di ricevere un concreto segnale di disponibilità da parte del Governo.
Il tema è quello dei prezzi, di nuovi obblighi e relative sanzioni previste dall'ultimo DL.
I prezzi dei carburanti sono aumentati per effetto della reintroduzione delle accise: le compagnie impongono il prezzo e gli esercenti sono tenuti a comunicare al ministero dello Sviluppo economico i prezzi nel portale dedicato che conoscono tutti da anni.
È un sistema trasparente e non sarebbe difficile, con questi dati, fare controlli mirati su chi pratica prezzi altamente differenti dalla media. Perché dunque obbligare i benzinai con l'ennesimo cartello da esporre sul piazzale? Sanzioni e controlli devono essere fatti e già ci sono gli strumenti adatti, mentre questo inasprimento ha più il sapore di una misura dal carattere medioevale.
I benzinai fanno un servizio indispensabile alla cittadinanza e ce l'hanno messa tutta per non mettere a disagio il paese con uno sciopero, ma a queste condizioni non si può più rimanere immobili, come dichiarato anche dal Presidente nazionale Sperduto a seguito dell'incontro di ieri.

La coordinatrice FIEPET della provincia di Ravenna, Chiara Venturi (nella foto), su questi appuntamenti:
Con il ponte dell'Epifania finiscono le feste, ma iniziano i saldi invernali, molto attesi dalla clientela e dai commercianti: da giovedì 5 gennaio si possono fare acquisti di qualità nei negozi delle nostre città a prezzi molto convenienti.
"Le attività commerciali, penso specialmente ai negozi di abbigliamento e calzature come esempio di immediato impatto, hanno una marginalità davvero minima sulle vendite ed i saldi aiutano, in molti casi, nel momento in cui debbono già fare gli acquisti per la prossima stagione. Parliamo di piccole imprese, nella maggior parte dei casi familiari, che oltre alla concorrenza sleale dei grandi portali di e-commerce, devono subire anche le conseguenze di congiunture internazionali: l'aumento del costo di energia e materie prime è solo il primo anello di una catena di aumenti, fino al prodotto finale. Chiaramente è un'opportunità, quella dei saldi, per avvicinare di nuovo i clienti ai negozi cittadini, ma sempre di più occorre ripensare a politiche fiscali che non infieriscano ulteriormente sui bilanci delle aziende."