A colazione con il Sindaco: una chiacchierata su futuro di commercio

Una serie di incontri presso pubblici esercizi del territorio fra Confesercenti ed i primi cittadini delle località romagnole. Un momento veloce e informale per scambiare opinioni sul futuro di commercio e turismo davanti ad un caffè.

Ecco gli appuntamenti: 
15 marzo - Russi
16 marzo - Alfonsine
18 marzo - Cesenatico
22 marzo - Gatteo
22 marzo - Savignano sul Rubicone
23 marzo - Cesena
24 marzo - Faenza
24 marzo - Bagno di Romagna
25 marzo - Mercato Saraceno
28 marzo - Ravenna
29 marzo - Cervia
1 aprile - San Mauro Pascoli




IMPRESE BALNEARI A ROMA “CONTRO LA LEGGE VERGOGNA” – 10 MARZO 2022

2 PULLMAN DA RAVENNA E TANTI BAGNINI CON MEZZI PROPRI IN PARTENZA PER LA MANIFESTAZIONE

Gli imprenditori balneari scendono in piazza "contro la legge vergogna che intende riassegnare le concessioni balneari tramite gare pubbliche senza nemmeno il riconoscimento del valore aziendale delle imprese". La manifestazione, promossa da Fiba Confesercenti e Sib Confcommercio, si terrà a Roma giovedì 10 marzo alle ore 11 in Piazza Santi Apostoli.

Le organizzazioni dei balneari aderenti alle Confederazioni organizzatrici, le due sigle maggiormente rappresentative a livello comunale, regionale e nazionale, hanno deciso di invitare i propri soci a partecipare numerosi e gli imprenditori balneari ravennati faranno la loro parte contribuendo alla riuscita della manifestazione con una presenza massiccia.

Due pullman partiranno per Roma dal ritrovo al Pala de André e ad essi si uniranno tanti altri operatori balneari ravennati con molte auto private.
Un ulteriore cospicuo gruppo raggiungerà la Capitale in treno per unirsi agli imprenditori balneari di tutta Italia convocati alla manifestazione nazionale contro l'emendamento del governo sulle concessioni demaniali.

Molto apprezzato e prezioso il sostegno e l'appoggio della Regione Emilia Romagna nelle persone del Presidente Stefano Bonaccini e dell'Assessore al Turismo Andrea Corsini oltre a quello del Sindaco Michele De Pascale che hanno chiesto di leggere un loro comunicato dal palco teatro della manifestazione.

La difesa da un vero e proprio esproprio di piccole e medie aziende, per lo più a conduzione familiare, è necessaria per affrontare un momento che appare particolarmente delicato, perché siamo alle porte di una decisiva discussione parlamentare su un provvedimento che rischia di azzerare un sistema economico, patrimonio del nostro Paese.




La ristorazione "A lume di candela" contro il caro bollette: l'iniziativa FIEPET e FIPE nel faentino e a Ravenna

Il drastico aumento dei costi di energia elettrica e gas sta aggravando pesantemente la struttura dei costi delle imprese e mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende più energivore, tra le quali i settori della ristorazione e dei pubblici esercizi in generale.

Confesercenti Faenza e Confcommercio Ascom Faenza hanno raccolto l'esigenza del tessuto economico di esprimere un grido di allarme, in attesa di conoscere quali saranno gli strumenti di sterilizzazione degli aumenti messi in campo dal Governo.

In occasione della 18^ edizione di M'illumino di meno (Giornata del risparmio energetico ideata dalla RAI), prevista per il prossimo 11 marzo, Confesercenti Faenza e Confcommercio Ascom Faenza hanno condiviso e organizzato una declinazione locale di questa manifestazione, ideando l'iniziativa “A lume di candela”.

Nella stessa serata di venerdì 11 Marzo i locali aderenti promuoveranno una serata dedicata a cene/aperitivi a lume di candela, sia per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema del caro bollette, sia per protestare pacificamente, sia per contenere, anche se solo simbolicamente, il consumo di energia elettrica.

Come spiega Chiara Venturi, direttrice di Confesercenti Faenza - “Abbiamo ideato l'iniziativa per puntare i riflettori su questo tema, che sicuramente riguarda tutte le imprese e tutte le famiglie, non solo il mondo della ristorazione. Si stanno già vedendo i riflessi sull'inflazione e quindi anche sulla capacità di spesa delle famiglie, ma abbiamo voluto declinare questo sconforto in chiave propositiva, piuttosto che in chiave di protesta nei confronti di un problema che oggi come oggi è mondiale. Piuttosto ribadiamo l'esigenza di risposte politiche in termini di risorse per scongiurare il collasso del sistema produttivo”.

“Riceviamo ogni giorno tantissime telefonate da associati che ricevono bollette addirittura raddoppiate: alcuni sono arrabbiati, alcuni rassegnati, alcuni disperati soprattutto perché questi rincari aggravano un bilancio già provato da due anni di pandemia. Una stangata che rischia di dare il colpo di grazia alle nostre imprese. Desideriamo porre l'attenzione su questo tema confidando in un solido supporto ed un’azione politica” commenta Francesco Carugati, direttore di Confcommercio Faenza.

Le nostre Associazioni si augurano di riscontrare solidarietà nelle Amministrazioni comunali, chiedendo loro il massimo impegno ai livelli regionali e nazionali nel reperire le risorse per sterilizzare gli effetti devastanti del caro bollette sui bilanci delle imprese.

I locali aderenti aspettano la loro clientela per un aperitivo o una cena a lume di candela il prossimo venerdì 11 Marzo.

Ecco l'elenco dei locali che per ora hanno aderito alla iniziativa A LUME DI CANDELA:

Faenza
Baraonda Caffè
- Via Pasquale Saviotti 4
Ristorante La Taverna – Via di Oriolo 20/1
Ristorante San Biagio Vecchio – Via Salita di Oriolo 13
Ristorante Trattoria Marianaza - Via Evangelista Torricelli 21
Ristorante Zingarò – Via Campidori 11
Spider - Via Renaccio 1/9

Brisighella
Ristorante Pizzeria Il Tartufo – Via Marzeno 84/a

Castel Bolognese
Il Caminetto d’oro – Via Emilia Interna 58

Solarolo
L’Ustareja d’e Sol – Via G. Di Vittorio 33

Riolo Terme
Caffè del Corso – C.so Matteotti 1
Pizzeria Da Mario – Via Martiri di Marzabotto 5

Ravenna
Mercato Coperto
Osteria Al Boschetto
Ristorante Alexander
Ristorante Babaleus
Ristorante Ca’ Rossa
Ristorante Hotel Classensis
Ristorante La Campaza
Ristorante La Gardela
Ristorante Pizzeria Field
Ristorante Pizzeria Naif
Caffè al solito posto break




Bando Unioncamere: RISTORI 3 per alcuni settori economici soggetti alle restrizioni da Covid–19

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato circa 30 milioni di euro da destinare ad ulteriori ristori per alcuni settori economici più duramente colpiti dalle misure restrittive adottate per il contenimento del Covid–19, affidando ad Unioncamere la gestione di due bandi:

  • Bando Linea A rivolta alle imprese turistiche dei comprensori sciistici della Regione Emilia Romagna (vedi bando allegato)
  • Bando Linea B rivolta alle attività economiche più duramente colpite dal Covid che prevede le seguenti modalità di partecipazione:

Beneficiari del contributo

  • imprese aventi sede legale o unità locale in Emilia-Romagna
  • iscritte al Registro imprese alla data del 23/03/21 e attive dal momento della domanda alla liquidazione del contributo
  • che abbiano subito un calo di fatturato del 20% (per il settore moda) o del 30% (per gli altri settori economici) nell’anno 2020 rispetto al 2019
  • in regola col DURC alla data ultima del 23 giugno 2022
  • che esercitano una delle attività così individuate dal bando:
  1. trasporto turistico di persone mediante autobus coperti
  2. parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici
  3. imprese che operano nel settore del wedding
  4. strutture ricettive alberghiere con sede nei Comuni con più di 30.000 abitanti
  5. imprese che esercitano attività di commercio al dettaglio in sede fissa e attività di commercio su aree pubbliche settore moda
  6. sale bingo e scommesse
  7. discoteche e sale da ballo
  8. agriturismi
  9. imprese culturali
  10. imprese operanti nel settore dell’editoria

Altri requisiti specifici per categoria sono specificati all’interno del bando LINEA B che alleghiamo.

Entità del contributo: la somma sarà quantificata in base alle richieste pervenute e diversificata per categoria (indicativamente dai 2.000 ai 4.000 euro circa).

Modalità di partecipazione: è necessario fare domanda in modalità telematica, tramite SPID o CNS, sulla piattaforma RESTART dalle ore 10 del 15 Febbraio alle ore 12 del 8 Marzo 2022.

Per ulteriori informazioni gli associati possono contattare i Referenti del Servizio Credito oppure i Referenti Servizio Affari Generali presso la Confesercenti.

Il servizio di presentazione delle domande di contributo sarà effettuato per i soci che lo richiederanno  ENTRO LUNEDI’ 28 FEBBRAIO 2022.

Allegati:




Bando Ristori Regione Emilia-Romagna: dimenticati gli agenti di commercio

Il testo della “Linea B” del Bando Ristori 3 della Regione Emilia-Romagna vede impegnati quasi 23 milioni di euro per aiutare le imprese di alcuni settori particolarmente colpite dalla pandemia nell’anno 2020.
E' indubbiamente uno sforzo notevole quello fatto dalla Regione Emilia-Romagna, ma carente nei confronti di una categoria, come quella degli intermediari del commercio, che ha sofferto in modo rilevante sia per le restrizioni alla mobilità che per il calo drastico della produzione e dei consumi: il sindacato Agenti di commercio FIARC-Confesercenti prova a chiarire il contesto lavorativo tramite le parole del presidente provinciale e vicepresidente regionale Giacomo Melandri.
“La categoria è eterogenea e numericamente importante nel nostro territorio, gli agenti movimentano il PIL romagnolo in diversi settori, ma è necessario fare una riflessione su un dato evidente: agenti e rappresentanti di commercio, soprattutto quelli inseriti nella filiera del turismo e della moda, che per tutto il 2020 e buona parte del 2021 non hanno lavorato. Molti altri settori hanno subito importanti battute di arresto, non completamente compensate dalla ripresa dello scorso anno.
Come Associazione riteniamo che anche questi lavoratori autonomi meritino la considerazione e l’aiuto delle istituzioni: a livello nazionale qualcosa è stato fatto col bando ristori ter, ma nulla ad oggi a livello regionale.”

La FIARC-Confesercenti di Ravenna auspica che sia convocato un tavolo di lavoro a livello regionale, allo scopo verificare la possibilità di introdurre politiche di aiuto per la categoria.

 




CONCESSIONI BALNEARI. La collaborazione tra Associazioni di categoria, Regioni e Comuni è la chiave per trovare la soluzione migliore per il riordino delle concessioni demaniali marittime e dare certezze ad un settore chiave dell’economia regionale e nazionale.

In Emilia-Romagna si è iniziato un proficuo percorso di collaborazione fra tutte le Associazioni di categoria e la Regione per condividere le priorità da portare al Governo con l’obiettivo di sostenere la continuità aziendale per le attuali concessioni e l’occupazione. Si parla in regione di oltre 1000 piccole e medie imprese, quasi sempre di natura familiare che secondo i dati Unioncamere coinvolgono il lavoro di circa 50 mila persone oltre all’indotto, una dimensione imprenditoriale che dovrà trovare le necessarie certezze all'interno delle nuove regole.

Insieme alla Regione si vuole quindi difendere un modello di turismo che negli anni ha dato prova di essere vincente e che ha dimostrato di essere un importante valore aggiunto della proposta turistica regionale. Il sistema imprenditoriale è compatto e pronto a dare il proprio contributo grazie all’esperienza e alla profonda conoscenza delle problematiche del territorio.

“È fondamentale il sostegno della Regione davanti al Governo per una riforma sempre più urgente vista la recente sentenza del Consiglio di Stato che anticipa la scadenza delle attuali concessioni al 31 dicembre 2023 - 10 anni prima rispetto a quanto aveva stabilito la legge nazionale numero 145 del 2018. Speriamo che altre Regioni si muovano nello stesso modo aiutando la risoluzione di questa situazione” dichiarano congiuntamente i Presidenti di CNA Balneari Emilia-Romagna Natascia Casali, di SIB Confcommercio Emilia-Romagna Simone Battistoni, di FIBA Confesercenti Emilia-Romagna Maurizio Rustignoli, di Confartigianato Imprese Demaniali Emilia-Romagna Mauro Vanni e di Oasi Emilia-Romagna Diego Casadei, che concludono: “In un momento in cui tutto il sistema turistico italiano deve innovarsi dopo due anni di pandemia per riuscire a cogliere, tramite i fondi del PNRR, l’opportunità di rispondere meglio alle nuove esigenze del mercato, si rischia lo scollamento di una parte della filiera ad oggi bloccata” così dichiarano congiuntamente.




Confesercenti ricorda Albonetti Vincenzo

E' venuto a mancare Albonetti Vincenzo, storico ambulante di abbigliamento associato a Confesercenti Faenza fin dai primi anni 60 del secolo scorso.

Eclettico personaggio e imprenditore amante del proprio lavoro, si poteva ancora incontrare al mercato di Castel Bolognese a chiacchierare e scherzare con i suoi ex colleghi ambulanti e presso il banco che ha ceduto alle tre socie che lo hanno rilevato nel 2015.

Confesercenti, che ricorda Vincenzo con affetto, esprime le più sincere condoglianze alla famiglia e ai figli, che hanno seguito le orme del padre nel settore del commercio. Albonetti, che aveva 96 anni, fu premiato per i 50 anni di fedeltà associativa nel 2014 al Teatro Alighieri di Ravenna.

Nella foto, il primo da destra.




Indagine Confesercenti E.R. fra le imprese della moda: primo week end di saldi all’insegna della fiducia

Non sono certo i dati pre-Covid, ma rispetto all’anno scorso, quando eravamo in zona arancione, i dati sulla partenza dei saldi, secondo un sondaggio svolto da Confesercenti E.R. presso le imprese del settore moda, sono incoraggianti.

Il consueto rituale invernale che muove alla ricerca di occasioni di capi di qualità a buoni prezzi è migliorato e nonostante i timori della nuova variante omicron, la professionalità degli operatori che hanno garantito le necessarie cautele sanitarie, ha consentito di rivolgersi con fiducia ai propri negozi.

Positiva la partenza per il 55% degli intervistati, mentre il 45% ha manifestato la propria insoddisfazione. I dati rimangono comunque al di sotto degli andamenti pre-COVID e l'auspicio delle imprese è che i prossimi giorni possano vedere un incremento delle vendite.

La metà degli operatori intervistati ha iniziato i saldi con uno sconto del 30% sul prezzo dei prodotti, mentre il 29% ha applicato uno sconto del 20%.  L’11% è invece partito da subito con uno sconto del 40% e il 10% del 50%.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il 49% delle imprese registra una stabilità delle vendite, il 24%  un aumento, mentre il 27% ritiene siano diminuite.

Lo scontrino medio battuto è stato di 107 euro: per il 55% delle imprese il valore è rimasto invariato rispetto al 2021 mentre per un 26% è diminuito. Aumentato invece per il 18% degli interpellati.

Giudizi positivi per quanto riguarda l’andamento delle vendite natalizie: il 66% si ritiene soddisfatto, il 12% più che soddisfatto, e il 12% insoddisfatto.

Sulle vendite pesa ancora la paura dei contagi e l’incertezza del futuro che rallenta i consumi – spiega il presidente della Confesercenti E.R. Dario Domenichini. - Dopo un discreto avvio, registrato nelle giornate del 5 e del 6, le vendite si sono un po' fermate, tuttavia, siamo fiduciosi che nelle prossime settimane i negozi possano smaltire la loro merce e i clienti approfittare di ottime occasioni di acquisto potendo contare sulla qualità e professionalità del servizio. I nostri negozi sono luoghi sicuri, attenti alla salute e alla tutela dei propri clienti.

In calce le tabelle dettagliate




Confesercenti chiede l’istituzione di una “indennità di chiusura” a tutela delle imprese

Le piccole medie imprese non possono continuare la propria attività a causa della diffusione del Covid e questo fenomeno è destinato a crescere nelle prossime settimane.

Sono sempre di più i negozi e i pubblici esercizi costretti a limitare servizi e orari, o addirittura a chiudere a causa della diffusione del Covid che colpisce titolari e dipendenti: una rapida indagine di Confesercenti fra gli operatori conferma che il fenomeno si sta diffondendo rapidamente e che sarà prevedibilmente in crescita nelle prossime settimane. Tutto ciò provoca alle imprese l’ennesimo danno che – chiede Confesercenti – in qualche modo andrà ristorato.

“Già oggi – dice Monica Ciarapica, presidente provinciale di Confesercenti Ravenna – possiamo stimare un 10% di attività temporaneamente chiuse e un altro 30% in affanno”. La chiusura riguarda soprattutto le piccole e piccolissime attività a conduzione famigliare, senza o con pochissimi dipendenti: in questo caso, basta che sia colpito il titolare e l’attività si ferma. Ma neppure le aziende con diversi dipendenti sono al riparo dalle difficoltà: meno personale significa dover riorganizzare e aumentare i turni dei lavoratori che rimangono in servizio, ridurre gli orari di apertura, essere costretti a garantire meno servizi alla clientela; succede anche che a essere infettati siano contemporaneamente il titolare e i dipendenti: in questo caso, il blocco è inevitabile. “Non dimentichiamoci – osserva Ciarapica – che non tutte le competenze sono facilmente sostituibili: un cameriere, un pizzaiolo, un addetto di un laboratorio di macelleria, un commesso di un negozio di abbigliamento non si possono improvvisare e il titolare non può seguire tutto”. “Purtroppo – continua Monica Ciarapica -, con la pandemia in rapido avanzamento è facile prevedere che questi numeri nelle prossime settimane si aggraveranno. Su questo tutti gli specialisti sono concordi: la riapertura delle scuole e la riprese piena delle attività e degli spostamenti dopo la pausa natalizia moltiplicheranno i casi. Il governo non ha varato nessun provvedimento di chiusura, ma una parte del commercio rischia un lockdown di fatto, e non si tratta di pochi giorni: date le note difficoltà legate ai tamponi, la chiusura può andare dai 7/10 giorni ai 20, con una perdita per le imprese non indifferente”. Mentre i dipendenti che non lavorano hanno la normale “copertura malattia” garantita dall’Inps, il titolare che deve bloccare o ridurre l’attività non ha alcuna garanzia dal punto di vista economico. “A tutti i danni provocati da quasi due anni di pandemia – conclude Ciarapica – si aggiunge anche questo: non è dovuto ad alcun provvedimento formale di chiusura, ma deve essere in qualche modo preso in considerazione. Per questo proponiamo l’immediata istituzione di una ‘indennità di chiusura o di ridotta attività’ basata sulle certificazioni di positività rilasciate in questi casi”.